Il progetto ha come obiettivo principale la depurazione e la desalinizzazione delle acque di lavorazione del caseificio (scotta, acqua di filatura, acqua raffreddamento formaggi a pasta filata, salamoie esauste, acqua lavaggio e risciacquo attrezzature) con l’obiettivo di ottenere acqua depurata riutilizzabile in processo nella stessa azienda e prodotti organici reimpiegabili in agricoltura. Nel loro insieme queste acque possono arrivare a rappresentare da 2 a 4 volte il volume di latte lavorato giornalmente, determinando, oltre che una domanda idrica consistente, una notevole quantità di effluenti da smaltire con procedura dedicata, non essendo essi sversabili nella pubblica fognatura. Questo significa che, ad esempio, un caseificio anche piccolo, che lavori 5 m3 di latte al giorno, presenta un fabbisogno idrico giornaliero di 10-15 m3 e produce 15-20 m3 di effluenti liquidi da smaltire a livello oneroso tutti i giorni. ll modello di trattamento che verrà studiato nel progetto è basato sull’applicazione delle tecnologie di filtrazione su membrane da nanofiltrazione e da osmosi inversa: si tratta ti tecnologie di filtrazione basate sulle nanotecnologie che si stanno affermando sempre più in ambito alimentare, e che consentono di suddividere i liquidi in due frazioni dette retentato e permeato. Il retentato contiene una parte dell’acqua e tutte le molecole di dimensione superiore ai pori delle membrane (che sono di larghezza compresa grosso modo tra 0,1 ed 1 nanometro, a seconda dei casi), il permeato è costituito da acqua pura contenente molecole di piccolissima dimensione (per lo più sali minerali) o, nel migliore dei casi, da acqua quasi pura. Poiché il progetto mira a valorizzare sia i retentati che i permeati, esso utilizza un approccio di economia circolare ed apporta un elemento innovativo, emergente e all’avanguardia con un rilevante potenziale economico per il settore di riferimento. I retentati verranno infatti trasformati in biofertilizzanti ed ammendanti da reimpiegare in agricoltura, ma anche in biomassa di insetti di potenziale interesse alimentare, i permeati depurati e desalinizzati saranno reimpiegati in processo per la produzione di mozzarella di bufala a basso consumo idrico che, grazie anche ad interventi effettuati in stalla per abbattere le emissioni di gas serra, sarà configurabile come “formaggio sostenibile”.